COOPERATIVA I BERICI

Turismo Sostenibile e Didattica Ambientale sui Berici

La castagna d’acqua

Castagna d’acqua, Trapa natans

castagna d’acqua – fiore


ECOLOGIA

La Castagna d’acqua (Trapa Natans) è una specie acquatica, galleggiante, originaria dell’Asia. Appartiene alla famiglia delle Trapaceae e predilige acque tranquille, preferibilmente con fango sul fondo, profonde al massimo 5 metri, in luoghi ove le acque, neutre o leggermente acide, in inverno non gelino. In queste condizioni può diventare infestante.

E’ una pianta erbacea annuale con fusto sommerso, non ramificato, ancorato al fondo melmoso mediante radici avventizie. Le foglie inferiori sommerse, lunghe fino a 7 cm e larghe 4,5, sono lanceolato-lineari e brevemente picciolate; la parte superiore è verde scuro, rivestita da una peluria finissima, quella inferiore è glabra. Le foglie galleggianti sono di forma romboidale, grossolanamente dentate sui due margini terminali, munite di piccioli ingrossati a clava per la presenza di tessuti aeriferi per il galleggiamento, e disposte sulla superficie dell’acqua come una rosetta basale.

I fiori sono piccoli lunghi fino quasi a 1 cm, solitari e poco appariscenti, si trovano su lunghi peduncoli e compaiono all’inizio dell’estate all’ascella delle foglie; sono formati da un calice verde persistente e da una corolla di 4 petali bianchi con 4 sepali e 4 stami. I frutti sono grossi, di consistenza coriacea e di forma conico- triangolare o piramidale, a trottola, muniti di 2-4 espansioni spinose simili a coni. La parte interna del frutto è la parte edule.

Al lago di Fimon potrebbe essere presente una varietà locale, anche se in forte remissione dato che si riproduce unicamente tramite seme; sono attualmente in atto strategie per la sua conservazione e riproduzione, in difficoltà per la presenza della nutria che si nutre dei suoi semi, impedendone il ripopolamento dopo la morte invernale della pianta.

ALIMENTAZIONE

Si consumano i semi bianchi e farinosi, dolci e dal sapore di nocciola. In passato venivano raccolti, essiccati e conservati come sostentamento invernale al posto dei cereali ben più pregiati. Praticamente occupavano il posto e la funzione che avevano le castagne in montagna. D’altra parte il nome volgare di castagna d’acqua sta proprio a significare il ruolo primario di questo frutto nell’alimentazione delle popolazioni lacustri nei tempi di magra.

STORIA

tracce del consumo di questa pianta sono state ritrovate sei siti neolitici delle Valli di Fimon, oltre che in insediamenti romani.

ERBORISTERIA e PRINCIPI ATTIVI

Si utilizzano foglie tenere e semi dei frutti.

Le foglie contengono mucillagini, tannini, saponoidi, resine di acidi organici e sali minerali mentre i frutti amido, proteine, grassi, sali minerali, tannini, resine e, sembra, principi antibiotico-simili.

PROPRIETA’

Foglie: usate per uso esterno hanno azione lenitiva e rinfrescante.

Semi: usate per uso interno hanno azione antidiarroica, per uso esterno sono lenitivi.

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